E-Libro: Alfredo Del Rosso (quinta parte)

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Autore: Howard Culbertson
Traduttrice: Benedetta I. Pignataro

La documentazione per stendere questa biografia è stata raccolta in Italia, verso la fine degli anni 1970, da lettere, libri, articoli di riviste ed interviste con principali personalità, fra cui diversi missionari operanti in Italia, Alfredo Del Rosso in persona (1890-1985) e membri della sua famiglia. Molte persone intervistate per la sua biografia sono ora morte.

5. Il Soprintendente Del Rosso

Il 30 giugno 1948, il permesso di esercitare nel continente europeo era ufficialmente accordato alla Prima Chiesa del Nazareno (nonostante che lo stesso Del Rosso non si sarebbe giunto alla Chiesa del Nazareno che a metà agosto). Fra quei primi membri a Firenze c'erano i Lagomarsino e le loro due figlie – una delle quali diventerà poi moglie di un pastore nazareno. Gli altri erano la Signora Tararà e le sue due figlie sposate, coetanee delle figlie di Del Rosso. Poi c'erano anche il figlio di Del Rosso, Paolo, ed il suo futuro suocero, Foresto Palandri.

I culti a quell'epoca erano tenuti nella casa dei Coppini, sulla via Bartolomeo Scala, dove vivevano ancora i Del Rosso. Mentre la maggior parte degli Italiani vivono in appartamenti, questa era una villa separata con tanto di recinto e di portale di ferro davanti. Era ricoperta da un tetto a terrazza bordato da merli. Una riunione settimanale era anche tenuta la domenica dall'altra parte della città, in casa dei Lagomarsino. Fu a una di queste riunioni che Del Rosso battezzò Olga Lagomarsino per aspersione.

Quando Del Rosso tornò in Italia nell'autunno del 1948, egli prese immediatamente contatto per posta con Angelo Cereda, un lavoratore di una raffineria chimica in Sicilia. Del Rosso e Cereda erano stati presentati dal suocero di quest'ultimo. Angelo era stato convertito nella Chiesa battista di Catania, ma aveva cominciato a dirigere delle riunioni indipendenti di preghiera a casa sua, quando la Chiesa battista era diventata un circolo troppo politizzato per potergli convenire. Per quel poco che Del Rosso ne sapeva, egli pensò che Angelo avrebbe potuto essere interessato a diventare Nazareno. Ed infatti lo era.

In meno di due anni, Angelo e le sue due chiese d'origine, una a Catania e l'altra nel Nord, divennero parte della Chiesa del Nazareno. Così, i Nazareni si stabilirono in Sicilia, un'isola di 5 milioni di abitanti. Quest'isola italiana era più popolosa della Nuova Zelanda o della Repubblica Dominicana, Giamaica, Papua Nuova Guinea. Ed ora i Nazareni vi avevano fatto il loro ingresso. Non sarebbe stata un'unione facile né tranquilla quella dei Siciliani con l'opera stabilita nell'Italia centrale. Catania è molto lontana da Firenze: più di mille chilometri. Data questa distanza e la difficoltà dei viaggi e delle comunicazioni, dei malintesi potevano sorgere, come infatti fu il caso, fra il nuovo soprintendente ed il nuovo pastore senza formazione. Ciò nonostante, è meraviglioso di pensare che in due anni Dio aveva aiutato la Chiesa del Nazareno ad impiantare la sua testimonianza nei centri strategici di:

  • Firenze, nella parte centro-nord dell'Italia
  • Roma, nel suo centro
  • L'isola di Sicilia, al sud.

Art Wiens fu rilasciato dall'esercito americano, si iscrisse al Collegio Wheaton presso Chicago, nell'Illinois, per prepararsi a diventare un ministro a tempo pieno. A Natale del 1948, egli ricevette una cartolina da i Del Rosso. Gli domandavano sfacciatamente: "Quando torni in Italia per servire il Signore?" Certo, la sua amicizia con la famiglia Del Rosso e con gli altri cristiani di Firenze gli aveva fatto piacere, ma Art non aveva mai considerato la possibilità di rispondere all'appello del Signore andando come missionario in Italia. Però non si poteva togliere dalla testa la domanda dei Del Rosso. Così, nel febbraio del 1949, Art Wiens finalmente rispose a un appello di missione e fissò sull'Italia la sua scelta per predicare.

Del Rosso continuò a viaggiare ovunque, tanto in Italia che attraverso il resto dell'Europa, proprio come lo aveva fatto negli anni 1930-40 quando era un evangelista indipendente. Questo genere di ministerio itinerante gli piaceva ed inoltre aveva la responsabilità del benessere spirituale di credenti isolati. A volte, il viaggiare costante di Del Rosso sollevava le critiche degli altri, ma questo era il suo modo di esercitare il ministerio. Si sentiva molto meglio nel suo ruolo di evangelista itinerante che in quello di amministratore cercando di far funzionare le cose da un ufficio.

C'è un piccolo episodio che lo illustra molto chiaramente. Un giorno, Alfredo Del Rosso arrivò a casa a Firenze poco prima di mezzogiorno. Era stanco, esausto e stremato. “Sono così stanco di viaggiare,” egli sospirò parlando a sua moglie, "che non posso più continuare in questo modo. Devo fermarmi."

Ma, dopo aver mangiato e bevuto un'espresso, Del Rosso sembrò tutto ringalluzzito e disse a sua moglie, gettandole un'occhiata da sopra la tazza di caffé: “Niny, pensi che ce la farei a prendere il treno delle tre? Preparami la valigia.” Niny protestò. Alfredo era appena arrivato con una valigia piena di vestiti sporchi. Sembrava così stanco solo un'ora prima. Certo che non aveva potuto riprendersi così rapidamente. Ma si rese conto che era inutile insistere. Ed effettivamente, Alfredo prese il treno delle tre.

Avendo avuto un alto grado nell'esercito, Del Rosso beneficiava di riduzioni speciali sulle tariffe ferroviarie. Ciò gli permetteva di effettuare questo genere di lunghi viaggi anche con un piccolo preventivo. Aveva inoltre imparato presto a fare un eccellente uso di quelle ore in treno, pregando, leggendo e meditando. Qualche anno fà, sedevo accanto a Del Rosso su un volo di ritorno da una conferenza di pastori e autorità nazareni europei nelle isole britanniche. Quando il nostro aereo decollò dirigendosi verso l'Italia, Alfredo Del Rosso si istallò nel suo sedile e tirò dalla valigetta una copia usatissima di un classico sulla santità di Andrew Murray. Non passò molto tempo prima che si mettesse a pregare e a fare dei piani per comprare delle proprietà per i due gruppi più attivi e promettenti: quelli di Firenze e di Civitavecchia. Per aiutare la giovane chiesa a ottenere uno statuto legale appropriato che le permettesse di accedere alla proprietà sotto la sua denominazione, si ebbe ricorso ai consigli di un avvocato. Quest'ultimo cercò di aiutarli ad essere accettati come corporazione, ma la domanda fu respinta sulla base che erano troppo piccoli per essere riconosciuti come una denominazione (Dopotutto, a quel tempo c'era un solo impiegato nazareno che lavorava a tempo pieno e i gruppi riconosciuti come chiese non avevano proprietà né locali affittati con servizi aperti al pubblico).

Avendo ricevuto un rifiuto per questa corporazione, l'avvocato suggerì che essi si incorporassero come una piccola compagnia sotto il nome di "La Compagnia Nazarena." Questo permetterebbe loro di diventare proprietari e di fare delle transazioni come un'organizzazione e non come dei semplici individui. Questa era evidentemente la migliore soluzione possibile in quel momento.

Fu così che, il 16 ottobre 1951, nacque in Italia la Compagnia Nazarena. Gli azionari ne erano Alfredo Del Rosso, Pio Boccini (il conduttore ferroviario romano di Del Rosso), Ado Lagomarsino (convertito quando era ancora adolescente sotto il suo ministerio a Montalcino nel 1930), Umberto Ascenzi (un muratore del gruppo di Civitavecchia) e Lea, la figlia di Del Rosso. Dopo il matrimonio di Lea nel 1953 con un ufficiale dell'Esercito della Salvezza, Paolo diventò un azionario della Compagnia Nazarena

Il governo italiano riconobbe la compagnia con una carta valida fino al 30 aprile 2000. L'obiettivo dichiarato della compagnia era quello di “comprare delle proprietà e di costruire degli edifici da essere utilizzati per l'opera religiosa senza scopo di lucro.” . Ogni azione del capitale valeva 15 mila lire. Gli azionari di questa compagnia tenevano il ruolo di Consiglio di amministrazione di Distretto fino al 1961, quando la compagnia fu dissolta e che Bob Cerrato riuscì ad ottenere il riconoscimento ufficiale della Chiesa del Nazareno come una denominazione incorporata.

In quei primi tempi, c'erano molti gruppi indipendenti e dei lavoratori che cercavano un posto da illuminare, un posto in cui trovare dei sussidi finanziari per continuare il loro lavoro. Quando la notizia si propagò che Del Rosso aveva introdotto la Chiesa del Nazareno in Italia, molti lavoratori indipendenti e molti gruppi lo contattarono per domandargli sia di aderire alla Chiesa o di fusionare la loro opera a quella della Chiesa del Nazareno. La maggior parte di questi era interessata nei Nazareni, non tanto a causa di affinità dottrinali quanto dal fatto ch'essi cercavano un aiuto materiale. A causa delle sue esperienze passate e della sua grande preoccupazione di mantenere una testimonianza concentrata sulla santità, Del Rosso non accettò quasi nessuno di costoro. Fu molto criticato per quelle decisioni e fu forse troppo prudente. Ma d'altra parte, Alfredo Del Rosso fu anche criticato per essere troppo interessato a fare rapporto di grandi statistiche agli Stati Uniti. Dopotutto, agendo così, egli aveva forse trovato la via di mezzo. A parte questo, egli non aveva un preventivo sufficiente per reclutare del personale a tempo pieno e per accordare dei sussidii finanziari a dei numerosi piccoli gruppi in lite. Bisogna ricordarsi che ci troviamo davanti ad un uomo sulla sessantina, che si dimenava per stabilire l'opera di una chiesa che non conosceva nemmeno tanto bene. Tentava di compiere tutto ciò senza un aiuto missionario o senza una scuola biblica che gli fornisse del personale formato. Quando l'aiuto missionario gli giunse finalmente nel 1952, si trattava solo di una coppia. Così, Alfredo Del Rosso cercava di impiantare la chiesa ch'egli aveva nuovamente adottata in un paese che si stendeva su circa mille kilometri. Aveva il sentimento di non poter accettare l'adesione di gruppi o di individui in cui non aveva intera fiducia. Date le distanze che avrebbe dovuto percorrere per sorvegliarli, si sentiva troppo lontano per tenere le redini di gente su cui aveva dei dubbi. Come risultato, tendeva veramente ad essere conservativo organizzando chiese e accettando personale. E di sicuro la sua formazione valdese non lo aveva preparato ad essere un pioniere nell'amministrazione di una chiesa né uno specialista di espansione ecclesiastica. Per Del Rosso, il messaggio della santità era la parte più difficile del suo ministerio. Se qualcosa doveva soffrire, sarebbe la rapidità del lavoro. Non sarebbe la chiara proclamazione del messaggio della santità.

All'inizio del 1950, Alfredo Del Rosso si era recato in Svizzera per una missione di predica. Mentre si trovava in una piccola cittadina svizzzera dal nome di Frutigen, egli domandò quali chiese protestanti ci fossero nella zona perché voleva assistere a un culto. Un uomo lo informò sulle varie chiese sul posto. Del Rosso non era particolarmente interessato in nessuna. “È tutto ciò che avete?” chiese. “Ebbene, c'è un altro gruppo, ma sarei sorpreso che potesse interessarla. È una strana setta soprannominata ‘Cuori puri.'”

"Penso che questa sia la mia gente," rispose Del Rosso e prese il loro indirizzo. Si trattava della nuova Chiesa della Fratellanza Evangelica Svizzera e per l'appunto, in quel momento, essi avevano una conferenza speciale.

Del Rosso tirò molta gioia dal tempo passato in loro compagnia. Mentre si trovava lì, incontrò un giovane ferroviere addetto alle comunicazioni che si chiamava Fritz Liechti. I due uomini presero una foto insieme. Più tardi, a Berna, egli incontrò un certo Sig. Schlacter che conosceva molto bene la Chiesa della Fratellanza Evangelica. Schlacter parlò liberamente e estensivamente con Del Rosso sulla loro presa di posizione teologica. Sembrò a Del Rosso che questo gruppo fosse, dal punto di vista teologico, molto vicino aIla sua posizione e a quella dei Nazareni. Così, scrisse al fondatore di questo gruppo, Fritz Berger. Berger morì quasi allo stesso tempo e il nuovo presidente della chiesa rispose alla sua lettera, inviando a Del Rosso un paio di libri scritti da Berger e invitandolo ad assistere alla loro conferenza che doveva aver luogo nel maggio del 1950.

Del Rosso si recò a quella conferenza e divenne un assiduo conferenziere alle riunioni di quel gruppo in primavera a Moutier, in estate a Steffisburg e in autunno a Zurigo. In quei primi anni, Del Rosso li aiutò anche a tenere dei culti in italiano per i lavoratori italiani immigrati in Svizzera. Egli cominciò a sperare in una fusione fra la chiesa della Fratellanza e la chiesa del Nazareno, ma ciò non si realizzò mai.

Nel 1950, Cavazzuti, l'amico di Del Rosso, quel vecchio pastore metodista che abitava dall'altra parte della strada, morì all'età di 95 anni. Fu anche nell'autunno del 1950 che Art Wiens tornò in Italia, appena uscito dal Collegio Wheaton. Era tornato come missionario scapolo sotto il patronaggio dell'Unione Missionaria Evangelica, il braccio missionario dell'emissione radio “Ritorno alla Bibbia”. Art dice che la sua era una decisione quasi totalmente dovuta al modo in cui Alfredo Del Rosso parlava dello Spirito Santo. Wiens ci dice, "Del Rosso si compiaceva con gioia nell'opera del Signore e desiderava che anche altri giovani scoprissero la felicità di coinvolgervisi."

Quando Art arrivò a Firenze, i Del Rosso lo accolsero a casa loro come se fosse il loro proprio figliolo. Il primo mese del suo soggiorno, Wiens prese tutti i suoi pasti con i Del Rosso. Participò attivamente alle riunioni che avevano luogo i venerdì sera a casa dei Del Rosso. Una giovane missionaria canadese celibe dal nome di Irma arrivò e fu anch'essa aiutata dai Del Rosso a stabilirsi. Essa e Art cominciarono a incontrasi (ciò che significava per loro di andare insieme alle riunioni in casa dei Del Rosso). In seguito, nel settembre del 1951, si sposarono con una cerimonia durante la quale Del Rosso fece la predica principale (nei matrimoni italiani, c'è sempre un sermone). Nei tre anni che i Wiens passarono a Firenze a studiare la lingua e la cultura italiane, Del Rosso li avvertì che la strada che dovevano percorrere non sarebbe stata facile, ma che potevano essere sicuri che il Signore la farebbe con loro.

I Wiens si misero a dirigere una delle maggiori case editrici evangeliche italiane e operarono uno dei più lunghi ministeri radiofonici in lingua italiana che nessun altro. Essi impiantarono una chiesa fiorente a Modena che è affiliata alla denominazione della Fratellanza di Plymouth

È quindi chiaro che mentre Del Rosso aveva in mente solo il messaggio della santità, aveva una mentalità larga e un'apertura ecumenica. Aveva vissuto troppo a lungo come un evangelista indipendente per credere che i Nazareni potessero evangelizzare il mondo, o anche l'Italia, con una sola mano.

L'anno dopo, nel 1951, il figlio di Del Rosso, Paolo, si sposò. Quasi allo stesso tempo, quel giovane ferroviere svizzero di Frutigen, Fritz Liechti, arrivò a casa di Del Rosso a Firenze. Fritz era andato a fare un giro nelle montagne svizzere con la sua motocicletta. Mentre viaggiava, si mise a pensare sempre di più a quell'Italiano dal nome di Del Rosso di cui aveva la fotografia in tasca. Gli venne voglia di rivederlo e seguendo il suo impulso, Liechti decise di andarlo a trovare. Prima di rendersene conto, Fritz Liechti si ritrovò a traversare la frontiera italiana sulla sua motocicletta e si diresse al sud verso Firenze. Arrivato nella città, si arrangiò per trovare la casa di Del Rosso. Fritz Liechti non conosceva una parola d'italiano e, quando arrivò a casa dei Del Rosso, scoprì che Alfredo era il poliglotta ma non sua moglie. Alfredo era partito e Niny parlava solo italiano. Finalmente, dopo vani tentativi di spiegarle chi egli era, Fritz tirò fuori dalla tasca la fotografia di Del Rosso. “Il momento che lo feci,” dice, “Essa mi aprì le braccia e mi abbracciò come se fossi stato suo figlio.”

Questo contatto portò frutto nel 1952, quando il Rev. Bob Cerrato portò con se a Firenze questo stesso giovane come socio missionario per aiutarlo nella sua missione presso la communità fiorentina. La famiglia Liechti aveva inoltrato la domanda tramite la loro chiesa svizzera per essere inviati come missionari in Nuova Guinea, ma erano stati rifiutati. L'occasione offerta alla famiglia Liechti da Cerrato permise loro di rispondere a ciò che essi consideravano come un appello missionario valido. Eventualmente, la famiglia Liechti si legò con una missione evangelica svizzera che distribuiva sessantamila calendari sulla meditazione ogni anno, più delle migliaia di dischi, cassette ed altro materiale evangelico in italiano. E tutto ciò si sviluppò da un seme piantato dal Del Rosso che crebbe in modo straordinario. Fritz si stupiva dell'abilità di Del Rosso a comunicare così bene con diverse culture e in diverse lingue. Egli notò che Del Rosso era una delle poche persone che egli avesse mai conosciuto che si trovava ugualmente a suo agio con i chiassosi Nazareni americani che con la gente più riservata della Fratellanza Evangelica Svizzera.

Nel 1951, G. B. Williamson, nel suo primo quadriennato come Soprintendente generale, visitò l'Italia. Prima dell'estate del 1952, il Soprintendente generale Hardy Powers venne portando con se il Rev. Leslie Parrott con la moglie. Les Parrott scrisse i suoi ricordi di quel viaggio:

"Ricordo di essere andato a Civitavecchia e di avervi tenuto dei culti in una casa piena di gente. Ricordo che una delle signore aveva dovuto fare un lungo giro per venire perché un proprietario cattolico le aveva impedito di passare sui suoi pascoli poiché essa veniva al nostro culto.. . . Mangiammo in un ristorante vicino al Mediterraneo ed il proprietario mandò a cercare dei violinisti e dei cantanti per rallegrarci durante il nostro pasto. Prendemmo un calesse tirato da cavalli che ci portò dal ristorante alla casa dove si doveva tenere il culto. Durante quel viaggio, visitammo anche la città di Firenze, dove una parte della proprietà fu fatta vedere al Dott. Powers. Ricordo le lunghe discussioni sul fatto che l'edificio dovrebbe essere costruito come un appartamento per poter ottenere il permesso, ma che non ci sarebbero state divisioni su una vasta superficie al primo piano per instaurarci un santuario."

La proprietà era stata comprata in un settore di Firenze dove altri gruppi evangelici non vi svolgevano la loro opera. Trovare un tale settore non era veramente difficile. Anche oggi, questa città di cinquecento mila abitanti comporta solo 8-10 chiese protestanti. Dopo la sua visita in Italia, Williamson tornò negli Stati-Uniti per raccogliervi fondi per il nuovo edificio della scuola di formazione di Firenze. Il suo primo giro ebbe luogo nel distretto Nord-Ovest dell'Indiana, in cui gli ordini di anziano (elder's orders) erano stati riconosciuti a Del Rosso e del quale era ancora membro. Nei due posti in cui Williamson parlò, furono raccolti più di 4 000 $ in promesse di dono per la costruzione.

Nel mese di gennaio del 1952, il Consiglio generale nazareno ripensò alla situazione della missione in Italia. Su richiesta dello stesso Del Rosso, l'Italia fu spostata dalla direzione amministrativa di Roy Smee nel Dipartimento delle Missioni evangeliche domestiche al Dipartimento delle Missioni estere a partire dal 1 maggio 1952. Al seguito di questo cambiamento, il Dipartimento delle Missioni estere nominò un giovane seminarista diplomato di origine italiana, Earl Morgan, e sua moglie Thelma in Italia. A quell'epoca, i Morgan esercitavano il loro pastorato a Marshall, nel Missuri. Si sperava che la formazione di seminarista che aveva ricevuto Earl Morgan gli avrebbe permesso di impiantare la Scuola biblica nazarena italiana a Firenze.

I nuovi missionari dovevano lavorare sotto la diretta supervisione del Soprintendente di Distretto Del Rosso. Nei primi anni del 1950, era un esperimento inconsueto che un capo nazionale sovrintendesse un missionario americano, anche se Del Rosso possedeva effettivamente uno statuto e un salario da missionario. L'Italia si avverò essere un buon terreno per sperimentare delle innovazioni nella strategia delle missioni nazarene. Lezioni imparate in questo esperimento sono servite a creare la strategia secondo cui il leadership congiunto missionario e nazionale è ammesso nella Chiesa del Nazareno.

Nel mese di giugno del 1952, Del Rosso tornò negli Stati Uniti a bordo del transatlantico "Queen Elizabeth." Si dirigeva verso l'Assemblea generale nazarena quadriennale che si teneva in Kansas City. Nel suo viaggio attraverso gli Stati Uniti, Del Rosso visitò brevemente il Distretto Nord-Ovest dell'Indiana. Ancora una volta, Alfredo Del Rosso era al programma della riunione missionaria della domenica pomeriggio dell'Assemblea generale. Quella era un'epoca piena di eccitamento per il programma di espansione mondiale nazarena. Nei sette anni che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale, il numero di missionari della Chiesa del Nazareno era più che raddoppiato. Là, durante quella riunione pomeridiana vittoriosa del 22 giugno, Del Rosso ebbe quattro minuti per parlare. Proprio innanzi ai suoi occhi, si trovava la nuova classe dei missionari nominati, inclusi gli Earl Morgan diretti in Italia. Furono quattro minuti elettrizzanti. Edward Lawlor, che diventerebbe in seguito il Soprintendente generale responsabile per l'Italia, dice: "Non dimenticherò mai la vista di Del Rosso davanti all'Assemblea generale, perorando per ottenere uomini e soldi alfine di portare il messaggio della santità all'Italia.”

Questa fu anche un'occasione memorabile per i Morgan. Earl Morgan lo racconta in questo modo: “Quando egli (Del Rosso) ci disse di aver predicato la santità a solo qualche passo dal Vaticano, sollevò le grida di dieci mila persone che balzarono simultaneamente in piedi.”

A quel momento, Del Rosso contava cinque gruppi o posti di predica in Italia, nessuno dei quali era organizzato come chiesa (malgrado il fatto che rapportava statistiche di nuove adesioni per ognuno di essi). Questi cinque gruppi si trovavano a Roma, Firenze, Montalcino, Catania e Misterbianco. Civitavecchia non era menzionata, per cui forse l'opera per il momento si era fermata in quella città. Senza un'organizzazione interna stabile, i gruppi potevano formarsi e dissolversi rapidamente senza lasciare traccia, visto che tutto dipendeva dalla capacità di un predicatore di tenere un culto in una stanza di qualcuno.

Poiché l'opera nazarena in Italia era stata iniziata con l'idea ch'essa dovesse essere finanziariamente autonoma sin dal principio, Del Rosso era il solo a ricevere un sussidio per il suo lavoro dalla sede centrale nazarena. Niny sarebbe stata spinta a esercitare a volte come pastore della communità di Firenze durante i numerosi anni a venire. Più tardi, essa riempirebbe anche numerose mansioni pastorali nella chiesa di Civitavecchia. Tuttavia, essa farebbe tutto ciò senza nemmeno fare la domanda per una licenza di predicatore locale.

I Morgan arrivarono in Italia nel mese di agosto dopo l'Assemblea generale. Quasi subito dopo, essi furono messi al lavoro con il programma musicale dei giovani della chiesa di Firenze. I due predicatori, Del Rosso e Morgan, cominciarono a litigarsi. Morgan dice: “Del Rosso aveva un riso caloroso ed esplosivo. Poteva essere molto gentile, ma anche molto duro. Poteva essere molto amicale, ma anche molto distante. Poteva essere molto diplomatico… Ne facemmo di tutti i colori!”

L'anno dopo, nel 1953, una sala fu aperta a Civitavecchia e la construzione dell'edificio di Firenze fu cominciata da un parente della Signora Del Rosso. Il piano della costruzione era fatto in modo da permettere di trasformare facilmente l'edificio per farci delle classi e dei dormitori per la scuola biblica (un'idea questa che non si materializzò mai, lasciando l'edificio con una configurazione piuttosto strana). I Del Rosso si trasferirono al primo piano, nello spazio destinato alla scuola biblica che era un appartamento spazioso di sette stanze, mentre la famiglia Morgan prese l'abitazione parrocchiale di tre stanze al pianterreno che si apriva sul santuario. La compera della proprietà di Firenze fu criticata da molti Italiani perché si trovava alla periferia della città. Cinquanta anni dopo, quell'edificio è circondato da alti edifici di appartamenti, visto che Firenze si è estesa sui campi circostanti.

Nel 1953, la figlia di Del Rosso, Lea, sposò un ufficiale dell'Esercito della Salvezza. In quello stesso anno, il Soprintendente generale e la Signora D. I. Vanderpool andarono a trovare Del Rosso. Stavano facendo un viaggio che includeva delle visite all'opera nel Medio Oriente e la sorveglianza dell'opera in due distretti delle isole britanniche. Di ritorno a casa, Vanderpool scrisse un corto rapporto del suo viaggio, intitolato “Sui Loro Passi”, che fu pubblicato in un libro di letture missionarie nazarene nel 1956. Vanderpool scrisse sull'Italia: "La nostra grande necessità in questo campo è di avere dei missionari formati. C'è già un'ottima proprietà sulla quale è stato eretto un edificio scolastico adeguato. Vi abbiamo ora un buon gruppo di studenti in tirocinio. . . Sono sicuro che ogni dollaro del preventivo generale (chiamato ora Il Fondo Mondiale Evangelico) che abbiamo investito in Italia porterà dei magnifici frutti.." Vanderpool ritornò anche molto impressionato dalla sua visita al Coliseo e alla Basilica di San Pietro a Roma. Nel capitolo sulla sua visita in Italia, Vanderpool incluse una corta biografia relatando la vita di Del Rosso.

Una rivista mensile fotocopiata fu lanciata per aiutare le chiese ad essere legate fra di loro. Poi, Del Rosso si mise a lavorare sulla traduzione della prima parte del Manuale nazareno. Conteneva la missione storica, la costituzione della chiesa e dei regolamenti particolari e parte della sezione sulla direzione della chiesa locale. Pubblicato a Firenze nel 1954, questo estratto fu il solo Manuale stampato in italiano per più di 25 anni.

Mario Cianchi, che riempiva delle mansioni pastorali in diverse chiese nazarene in Italia, fu convertito quell'anno nella chiesa di Firenze. Un giovane comunista, Mario era andato a uno dei culti nel nuovo edificio per cercare di persuadere sua madre di abbandonare. Ma il Santo Spirito iniziò il suo lavoro nel suo cuore e poco dopo si convertì e diivenne un vero operaio in seno alla chiesa. Una delle più grandi lotte di Mario Cianchi dopo la sua conversione fu di smettere di fumare. Ma a forza di prediche e di spinte da parte della famiglia Del Rosso, finalmente un giorno che si trovava nella sala della fornace delle chiesa di Firenze, Mario abbandonò la sigaretta al Signore. Mario ricorda con queste parole il grande impegno di Del Rosso verso la Chiesa del Nazareno, la sua dottrina e la sua costituzione:"Quando egli parlava di Kansas City (e della sede centrale della chiesa)," dice Mario, "avevo quasi la visione di un Vaticano nazareno."

I culti domenicali serali presso la chiesa divennero degli eventi molto speciali. Spesso il nipote di Del Rosso veniva apposta da Empoli a Firenze per assistervi, anche se non era cristiano. Un fiorista delle vie circostanti chiudeva il negozio presto la domenica sera per venire ad ascoltare la musica.

Del Rosso cominciò a pensare di aprire una chiesa a Napoli. Egli discusse con Earl Morgan della possibilità di domandare ai capi nazareni d'inviare un'altra coppia di missionari da mandare a Napoli. Così dei contatti furono stabiliti con un certo giovane che era stato con Del Rosso quando questi aveva aiutato ad organizzare la Chiesa apostolica. Morgan continuava a ricordare a Del Rosso ch'egli era stato inviato con la responsabilità di creare una scuola biblica. La risposta di Del Rosso era immancabilmente: “Il Signore ci fornirà gli operai.” Del Rosso era abituato a prendere delle iniziative da solo, possedeva una forte motivazione e ora cercava persone come lui. Sapeva pure che la sua formazione biblica non lo aveva preparato a diventare un evangelista della santità né un fondatore di chiese. Perciò, provava della difficoltà a immaginare una scuola biblica che potesse adeguatamente fare questo lavoro. Però, Morgan continuò a parlargliene e, finalmente, dopo un paio d'anni, Del Rosso acconsentì. Delle classi serali cominciarono a Firenze per qualche giovane locale. Era a quelle classi serali che Vanderpool si riferiva quando parlava della scuola di formazione nazarena di Firenze nel Sui Loro Passi (In Their Steps).

Nel 1954 gli Italiani Nazareni pubblicarono un raccolto di cantici con degli inni presi dall'innario inglese nazareno Glorious Gospel Hymns utilizzando sia le traduzioni delle parole inglesi di Del Rosso o delle nuove liriche interamente composte da lui. Del Rosso scriveva spesso le parole di un cantico in una seduta. Con la sua fisarmonica sulle ginocchia per provare ogni frase mentre avanzava, leggeva le parole inglesi e dettava a Niny la lirica italiana. Scriveva gli inni e gli articoli pubblicati nella sua piccola rivista durante i suoi viaggi fra Civitavecchia, Roma e Firenze. La preparazione dei sermoni, d'altra parte, era di solito fatta durante le sue passeggiate la mattina presto. Le sue prediche erano in generale impregnate di uno spirito sottile. Con sua figlia Maria, Del Rosso aiutò il missionario Morgan a mettere insieme un libretto intitolato La Santificazione dalla Fede (Sanctification by Faith). Era uno studio biblico sulla santità, una serie di messaggi che Morgan aveva predicato nella chiesa di Firenze. Si trattava di un libretto che fu corretto e ristampato 25 anni più tardi.

Nel gennaio del 1955, all'età di 65 anni, Del Rosso scrisse ai tre capi ecclesiastici principali del gruppo di Roma, ricordando loro che essi erano Nazareni e che dovevano conoscere a fondo il Manuale e metterlo in pratica (tuttavia, essi avevano soltanto il suo estratto da studiare). Egli scrisse: "Dovete insegnare chiaramente il battesimo dello Spirito Santo." Ricordò loro che la Chiesa del Nazareno utilizza il principio biblico della decima per finanziare l'opera di Dio. Uno di questi uomini, Pio Boccini, divenne uno dei più grandi donatori (secondo i calcoli in percentuale) del movimento nazareno italiano, digiunando spesso per poter donare di più alla chiesa. Del Rosso li ammonì di non mischiarsi ai Pentecostali perché, disse loro: "presto o tardi, disturberà le anime, obbligandole a sfuggire la santificazione genuina."

Del Rosso fu tuttavia severamente criticato per non aver guidato i Nazareni italiani verso un'autonomia finanziaria più forte. Ciò era probabilmente dovuto non tanto per mancanza di volontà da parte sua, come dal fatto che ciò che esisteva a quel momento non erano delle chiese organizzate. Si trattava principalmente di luoghi di predicazione che utilizzavano case private, una sala affittata a Civitavecchia e una chiesa di una stanza a Firenze. Per Del Rosso, l'autonomia era possibile (allorché fu accusato del contrario da certi) e possiamo vederlo da ciò che scrisse nel maggio 1955 in una lettera indirizzata al Soprintendente generale nazareno Benner. In quella lettera, Del Rosso scrisse: "I Nazareni italiani sono come tutti gli altri, quando ricevono la benedizione spirituale, sono lieti di contribuire materialmente.”

La costruzione di una combinazione di parrocchia-santuario cominciò a Civitavecchia nel 1955. Costò più di quello che Del Rosso aveva previsto (non cosa rara in ogni progetto italiano di edilizia!) e si ritrovò a dover utilizzare i 6000$ del Fondo di Alabastro che erano stati assegnati a Catania. Fu una decisione che sollevò per molto tempo dei sentimenti amari fra i Siciliani. Dovette pure impiegare dei fondi che erano destinati a Napoli. L'edificio di Civitavecchia era un buon investimento malgrado tutto, e adesso se ne capisce meglio la saggezza. Per anni, la chiesa di Civitavecchia era la più forte in Italia dal punto di vista organizzativo, numerico e finanziario.

L'opera nazarena a Napoli cominciò nel 1956 sotto la guida di un predicatore che era prima stato con la chiesa apostolica. Nel 1959, l'opera in quella vasta zona metropolitana (ha una popolazione paragonabile a quella di Houston, Texas) si era estesa a quattro luoghi di predicazione. Fu un anno pieno di cambiamenti anche a Firenze. Thelma e Earl Morgan avevano avuto un bambino e Maria Del Rosso si era sposata ed aveva traslocato a Roma. Anche dopo essere partita, Maria continuò l'editoria della rivista nazarena, mentre, Vincenzo Izzo, un giovane della communità fiorentina si occupava della produzione e della distribuzione del periodico. Vincenzo frequentava i corsi serali della scuola biblica diretta da Earl Morgan. Più tardi, si sposò con una delle figlie di Ado Lagomarsino e divenne pastore nella zona napoletana.

Anche allora, l'opera nazarena incontrava opposizione dal governo. Una legge promulgata dal governo fascista di Mussolini nel 1931 richiedeva che gli evangelici ottenessero un autorizzazione dalla polizia ogni volta che tenevano un culto, sia fuori che dentro alla chiesa. Questa legge era rimasta in vigore anche dopo la caduta del fascismo, in modo da permettere alle zelanti e bigotte autorità ecclesiastiche cattoliche di continuare a perseguitare gli evangelici. Infatti, nel 1952, Del Rosso aveva scritto in Other Sheep (l'Altra Pecora): "Le autorità sono cattoliche e fanno varie cose per impedire alla gente di venire al culto.” Finalmente, il 19 marzo 1957, la Corte Suprema italiana abrogò questa legge, che imponeva di ottenere un permesso per ogni culto tenuto in una chiesa evangelica, perché essa era anticostituzionale. Questa fu una vittoria per gli evangelici italiani. Pochi giorni dopo la decisione di questa corte, Del Rosso aveva scritto ai suoi colleghi: “A partire da questo momento, ci possiamo incontrare dove e quando vogliamo e nessuna autorità ce ne potrà impedire!”

Quello stesso anno, Del Rosso compì i 50 anni come un rinato cristiano. Ricordandosi di quell'anniversario, egli scrisse: "Il diavolo ha cercato in questi cinquant'anni di uccidere la mia anima ed il mio corpo in vari modi. Ma oggi posso dire che ho lottato per una buona causa… ho conservato la mia fede.”

Fu anche nel 1957 che Del Rosso dovette andare a Montalcino per officiare ai funerali del suo vecchio amico e maestro alla scuola domenicale di Siena, Carlo Padeletti. Non molto dopo, il luogo di predica che si era trovato nella cappella privata dei Padeletti dal 1930 fu chiuso. Nell'agosto del 1957, la famiglia Morgan tornò negli Stati Uniti in permesso. Essi avevano terminato cinque anni di servizio in Italia ed avevano diritto a un anno di riposo, per ritrovare le loro famiglie e per un lavoro di delegazione. La loro partenza, tuttavia, lasciò il posto senza missionario per tre anni. Earl aveva appena scritto un libro di letture missionarie nazarene intitolato They of Italy Salute You. (Quelli dell'Italia Vi Salutano). Pubblicato nella primavera del 1958, il libro dava una vista generale dell'opera nazarena italiana centrata sulle vite di numerosi lavoratori italiani.

Per riempire il vuoto lasciato a Firenze dalla partenza dei Morgan, Del Rosso domandò a Elio Milazzo di aderire alla chiesa e lo nominò pastore di Firenze. Milazzo era uno studente in medicina che si era scoperto una vocazione per la predica, ed aveva lavorato tanto per i Nazareni che per l'Esercito della Salvezza. Era la prima persona a lavorare a tempo pieno come pastore che i Nazareni avevano reclutato in dieci anni di opera missionaria in Italia. L'amicizia che aveva con Del Rosso fu tempestosa perché entrambi avevano un forte carattere. Inoltre, la tendenza che aveva Milazzo di perdere le staffe irritava Niny.

Nel 1959, il Soprintendente generale Powers fece una visita in Italia. Thelma Morgan era stata appena diagnosticata con la malattia di Hodgkin. Questo, più certi problemi per ottenere un visto, fece sì che i Morgan furono inviati nel Libano dal Dipartimento Nazareno delle Missioni Estere.

Un giorno, nell'ufficio di Del Rosso, il Dott. Powers stava discutendo sulle implicazioni di tutto ciò con i soli due impiegati a tempo pieno nazareni, Del Rosso e Milazzo. La conversazione venne a cadere sull'età pensionabile di Del Rosso e il suo ritiro obbligatorio dal posto di soprintendente di Distretto. Del Rosso chiese: “Ma chi farà il soprintendente se io me ne vado?”

"Cosa ne pensi di lui?" disse il Dott. Powers, indicando Milazzo, quel giovane nuovo Nazareno che era appena diventato pastore di Firenze. "Ma che dici! Se non è nemmeno stato ordinato," obiettò Del Rosso.

La relazione già tesa fra i due non mise molto tempo a rompersi. Nel gennaio del 1960, Milazzo dette le sue dimissioni come pastore di Firenze e dopo tre mesi fu reclutato dalla chiesa Mennonita come direttore del loro ministerio radiofonico. Senza missionario e senza nessuno in vista per prendere le redini dalle mani di Del Rosso, Milazzo era persuaso che l'opera missionaria nazarena in Italia prenderebbe fine quando Del Rosso andrebbe in pensione. Kansas City sembrava troppo lontana. Più tardi, Milazzo si rese conto che aveva sottovalutato i Nazareni e il loro impegno verso l'evangelismo mondiale. Osservando l'opera nazarena dal di fuori, Elio Milazzo cominciò a meravigliarsi delle capacità di comprensione della soprintendenza generale. Quegli uomini potevano arrivare con l'aereo e dopo qualche ora capire perfettamente la situazione."

I giorni di Del Rosso come soprintendente di distretto arrivavano al loro termine. Aveva settanta anni e i regolamenti della convenzione nazarena del Manuale erano chiari:: "Nessun soprintendente resterà in servizio fuori dall'Assemblea del Distretto dopo il suo settantesimo compleanno."

Alfredo Del Rosso poteva anche non essere stato all'altezza di ciò che la chiesa sperava di trovare come Soprintendente di distretto e pioniere modello. Eppure, in dodici anni, Del Rosso aiutò ad impiantare la testimonianza nazarena al centro ed al sud dell'Italia. Pubblicò un innario con dei cantici che aveva scritti o tradotti. Tradusse e pubblicò due libri. Ispirò numerosi giovani ad entrare nel ministerio. Sorvegliò la costruzione di due edifici, e portò l'attenzione dei Nazareni sull'Europa. Ed infatti, nel 1958, due anni prima che Del Rosso andasse in pensione, Jerry Johnson fu mandato in Germania per iniziare l'opera in quel paese.

Del Rosso può anche non essere riuscito pienamente a mettere su piede un'opera italiana dal punto di vista organizzativo, ma ha issato la bandiera nazarena nelle maggiori città italiane, insistendo che laddove il nome della Chiesa nazarena fosse portato, il messaggio della santità vi sarebbe predicato. Tutto sommato, questo non è un cattivo retaggio da lasciare. . . . [ continua a leggere ]



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Prossimo capitolo - La pensione? Non subito

Prossimo capitoloPrima dell'arrivo dei Cerrato, Del Rosso disse che non si immaginava di poter andare in pensione. Aveva il sentimento che l'opera fosse troppo importante per abbandonarla, mentre un Americano (anche se aveva sangue italiano) cercava di imparare la lingua e la cultura. D'altro lato, non era poi tanto anormale che un uomo che si avvicinava all'età della pensione diventasse un po' troppo protettivo verso l'organizzazione ch'egli aveva fondata. . . . [ leggi oltre ]

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